December 1, 2008
Seriamente si può pensare che le opinioni politiche di luca sofri siano il benchmark con cui confrontarsi? Mica parliamo di gramsci, parliamo di un tizio abbastanza antipatico che conduce una trasmissione di fregnacce alla radio. stop

Su su Carlo B. in arte Brodo, non esageriamo, Little Sofri ha fatto anche tanto altro.

Per esempio, lui laureato in architettura è stato cooptato nel ben più comodo mondo del giornalismo dalla sollecita parrocchietta lottacontinuista.

E’ stato poi cooptato dall’amico Walter nella direzione nazionale del PD.

Nel disinteresse generale ha poi provato a cooptare un dibattito americano sulle virtù dell’elitarismo al fine di dare dignità alla pratica della cooptazione nei suoi confronti.

Infine, ha risistemato le librerie del suo itunes.

A margine di questi notevoli achievements, possiamo poi dire che ha infiorellito non poco il suo resoconto scritto (pubblicato con gran successo di pubblico e critica su Wittgenstein) della coraggiosa orazione civile che avrebbe tenuto alla summezionata direzione nazionale del PD, intervento la cui fedele audiocronaca è ascoltabile qui.

Dal confronto tra registrazione audio dell’intervento e resoconto scritto, emerge che Little Sofri non ha detto:

Allora, vi chiedo scusa se approfitto del fatto di essere qui per dire un po’ di cose anche poco piacevoli da sentire. Farei volentieri a meno, e mi sarebbe piaciuto che in questi mesi di vita del partito democratico e in queste settimane di suo letargo le avesse dette qualcun altro.

Non ha detto:

si dà dannatamente il caso che molti qui diano l’impressione di non saperlo, cosa succede fuori: o di fregarsene. E quindi con riluttanza - con molta riluttanza – faccio quella parte lì.

Parimenti, non ha detto:

Sono passati sei mesi in cui non c’era altro da fare che farsi venire delle idee per farlo crescere, che lavorare per guadagnare fiducia e credibilità senza l’assillo del rischio elettorale, senza la complicazione del dover governare bene, senza il bisogno di un’opposizione agguerrita e instancabile: la maggioranza fa quello che le pare e in questi sei mesi, salvo rarissime eccezioni, potevamo fare un sacco di belle cose. Invece.

Anche questo non l’ha detto:

E guardate, so distinguere le fesserie dei giornali da quello che pensa la gente: ma so anche che le fesserie dei giornali orientano molto di quello che pensa la gente, e so che le fesserie dei giornali non possono diventare un alibi. Se chiedete in giro alle persone normali cosa pensano stia facendo il PD, vi risponderanno che Veltroni e D’Alema si fanno la guerra. E non posso credere davvero che uomini intelligenti reputino che la soluzione a questo tipo di comunicazione sia semplicemente rispondere “no, non è vero”.

S’è anche guardato bene dal dire:

E se l’Italia in generale, la sinistra in particolare, e il maggior partito della sinistra italiana nel dettaglio, sono nelle condizioni più disastrosamente scoraggianti dell’ultimo mezzo secolo, mi interessa che non si affronti questa situazione con gli uomini e i metodi che hanno portato fino a qui. Non riesco a capire come le persone che hanno avuto incarichi di altissima responsabilità nei partiti da cui viene questo, e nei governi che hanno preceduto e favorito questo – tra cui alcune persone per cui ho una grande ammirazione e riconoscenza – vivano senza nessuna logica consequenzialità la loro storica corresponsabilità nel fallimento. Invece sono qui a discutere come affrontare il secondo decennio del Duemila le stesse persone che non hanno saputo affrontare il primo e che erano qui nel millennio precedente, e nessuna di queste fasi si fa ricordare come un momento splendente nella storia di questo paese.

Nemmeno ha detto:

Chiudo la parte critica, che spero non abbia bisogno di altri esempi, che altrimenti potrei tenervi qui a ore e non sarebbe bello per nessuno (…) Sfido chiunque contesti l’attuale segreteria a dire a nome di chi parla. Dei voti ottenuti con un sistema elettorale senza preferenze? Gli unici qui dentro che parlano a nome di qualcuno sono coloro che hanno preso voti alle primarie dell’anno scorso

Pure di questo non v’è traccia:

Sull’anacronistica pigrizia e inadeguatezza della classe dirigente italiana – non parlo di quella di destra, che è al di là delle possibilità di analisi – per esempio ho chiesto molto in giro, e solo in assenza di altre giustificazioni o valide obiezioni ho dovuto convincermi che si spiega solo con pigrizie, vanità, mediocrità, egoismi e presunzioni umane.

Non è nemmeno pervenuto questo:

Tutto il paese – persino l’ultimo avventore di bar – constata l’inesistenza di un gruppo dirigente compatto, di una squadra intorno al leader, di un’identità di partito. E stendo un velo pietoso su come stiamo affrontando la questione Rai, e su quali candidati stiamo investendo quella che pare essere la maggiore battaglia politica del momento: per non parlare dell’insistenza sul candidato alla presidenza della commissione di viglianza Rai, che non ha una sola ragione sensata al mondo, se non quelle della peggior politica traffichina e perdente.

Non ha detto questo:

Warte (…) ti avviso, siamo in parecchi. E siamo il famoso paese reale, non una cosa che si snobba con un’alzata di spalle e la legittima convinzione di essere quelli che sanno fare le cose, altro che chiacchiere. Le chiacchiere stanno affondando questo partito.

E nemmeno questo:

Vi dico cosa farei io. Passerei tutto il tempo a inventarmi delle cose: a farmi venire delle idee. A mostrare al paese, per i prossimi tre anni, che stiamo facendo delle cose e delle buone cose. L’intervento su Alitalia poteva essere uno. Era fare. Tutte le dichiarazioni su Berlusconi Di Pietro o la Rai, invece sono dire. Sono inutili, roba vecchia, perdite di tempo. La politica non si può più fare così, se si vuole davvero fare, la politica: se non si vuole tenere una rendita personale in attesa di inutili promozioni o lontane pensioni. La politica oggi si fa in modo rivoluzionario, o si perde, e si perde prima di tutto con se stessi. Le persone che sono qui oggi – salvo i pochi che hanno meritatamente legato il proprio nome alla creazione del Partito Democratico – non saranno ricordati per niente di buono. Non è una cosa bella, perché ci sono un sacco di brave e capaci di persone: ma è la verità. Siamo brave e capaci di persone inesistenti nella storia, che non hanno saputo mettere delle pezze sui disastri di questo paese. Nel migliore dei casi, un ministero ininfluente quella volta là, una legge già abolita quell’altra volta.

E pure questo non l’ha detto:

Siete capaci di farle, queste cose? Siamo capaci? Perché se non siamo capaci, non siamo capaci di fare politica, di fare il bene di questo partito, della sinistra italiana e di questo paese. E ne facciamo il male, ogni ora che passa: nessuno si senta assolto.

Per contro, dalla fedele audioregistrazione del suo intervento, apprendiamo che Luca Sofri alla direzione nazionale del PD ha testualmente detto, tutto agitato e mangiandosi le parole:

Sul fare opposizione, ribadisco, sono molto d’accordo sul come la si sta facendo, equilibratamente, senza ragioni di particolare bellicosità in questa fase che sarebbe per altro inutile e controproducente.

Poi ha anche detto:

Io penso che Walter Veltroni abbia fatto un grandissimo lavoro, una grandissima campagna elettorale e penso che il risultato delle lezioni sia stato un *successo* per il PD - lo dico con molta convinzione. Ne sono molto contento.

Poi ha detto:

E ci è capitato posso dire un colpo di fortuna a noialtri - poi Walter è bravo per conto suo - un colpo di fortuna di aver trovato una persona che avesse un’immagine che poteva essere popolare e efficace e al tempo stesso capace di guidare questo partito.

Ha anche detto:

Io penso che dove non si riesce si cambiano le cose. Penso che quando le squadre perdono e cambiano gli allenatori, probabilmente gli allenatori povericristi non avevano colpe. Però erano i responsabili: sono ufficialmente i responsabili. Allora… oh, non sto parlando di Walter, eh: non sto parlando di Walter che non ritengo… appunto… cioè ritengo responsabile di un momento… … … … diciamo… complice! di un momento di smarrimento della comunicazione e dell’immagine di questo partito. Ma naturalmente la leadership di Walter rimane per me e vale quel che si è detto all’inizio, cioè che lui faceva il leader del partito democratico non per vincere le lezioni tre mesi dopo ma con obiettivi più a lunga scadenza.

Ha poi affermato (senza fare nomi eh):

Però penso (…) che molte persone che si occupano di questo partito - lo dico con grandissima stima, amicizia e riconoscenza per molte persone che si occupano di questo partito, dovrebbero fare minimamente i conti con la propria corresponsabilità rispetto a quello che è… la sinistra italiana, l’Italia come paese e generalmente la catastrofe sociale e culturale che viviamo e commentiamo ogni giorno. Io non posso pensare . non faccio nessun nome - ma non posso pensare che nessuno delle persone che ha avuto dei ruoli di leadership importante nella guida politica di questo paese, e enlla costruzione di questo paese, e nella costruzione della cultura di questo paese scrolli completamente le spalle e faccia delle battute normali come fossero delle persone al bar su come è ridotto questo paese. Non voglio dare colpe, non me ne importa assolutamente niente: vorrei che però qualcuno traesse qualche conclusione da questo.

Ha poi con grande competenza precisato che:

Attenzione, vi dico delle cose con totale disincanto eh, cioè io penso che questa parentesi in cui arriva uno, pianta una grana, dice queste quattro cose e poi se ne va si chiude appena io ho finito e poi si torna tutti appunto a… a… a… ai soliti metodi e procedimenti.Il punto su cui io trovo il PD è più fallimentare non è tanto la sostanza del suo agire e delle sue iniziative politiche, delle sue teste e dei suoi pensieri su cui non sono nemmeno in grado di discutere perché non sono competente abbastanza e sono convinto diciamo che ci siano ragionamenti politici dentro questo partito di grandissima forza e di grandissima sostanza.

Dopodiché, con grande senso di abnegazione, e guadagnandone grandemente in autorevolezza presso l’uditorio, ha detto:

Se fai politica nel PD, se fai in questo momento con la responsabilità del PD, devi fare 150 volte più. Io difatti non la faccio. Cioè, io non avrei nessuna voglia, nessuno spirito di sacrificio, faccio altro con molta soddisfazione.

Infine, il gran finale:

SOFRI: Decidere però di ricominciare col ricambio pubblico della immagine  di questo partito. Che alle trasmissioni di Vespa e di Floris non ci vadano più Massimo D’Alema, Piero Fassino, Francesco Rutelli eccetera eccetera Che ci vada Zingaretti, che ci vada Cuperlo, che ci vadaaaa… *Gianni Letta* [BOATO DI RISATE]… eh… sì, Gianni Letta ci va, scusate, era… [RISATE DEGLI ASTANTI] è… è… [RUMOREGGIANO] era… era il… [VOCI, RISATE] era il lapsus più banale che potessi fare e l’ho fatto… [A QUESTO PUNTO SOFRI, CHE ERA AL 16 MINUTO DI INTERVENTO, IL PIU’ LUNGO DEGLI OLTRE VENTI SVOLTISI DURANTE LA DIREZIONE, CHIUDE IN FRETTA IL SUO DISCORSO, TIPO AVVERTENZA FINALE NEGLI SPOT TV DEI MEDICINALI. IN SOTTOFONDO RISATE E RUMOREGGIAMENTI CONTINUANO]

VELTRONI [ANCORA TRA LE RISATE IN SOTTOFONDO, E CON TONO SBUFFANTE COME A DIRE AO’ ERA ORA]: Graazieeee… Ora la parola passa a…